Vedere Torino da 65 metri di altezza
Domenica 12 Dicembre 2010 18:52
Si è svolta in un clima di grande festa l’inaugurazione del campanile della chiesa di Nostra Signora del Suffragio dopo le manutenzioni di restauro. Faà di Bruno, ingegnere, militare, matematico, musicista, e infine sacerdote, aveva ideato e costruito questo campanile nella seconda metà dell’Ottocento, come segno di fede e come risposta concreta alle esigenze della popolazione del borgo. Come ci ricorda suor Fabiola Detomi, Madre Superiora delle Suore Minime che oggi portano avanti lo spirito e l’opera del beato, “siamo tentati sempre ad abbassare lo sguardo, il campanile è un richiamo forte ad alzare gli occhi verso l’alto, a una vita che va oltre la pura realtà materiale e che doveva divenire una meravigliosa opera di carità e di bene nel più ampio senso possibile: osservatorio astronomico per diversi anni, mezzo di azione sociale con l’orologio affisso sui quattro lati utile per segnalare a tutti l’ora in particolare agli operai, esempio mirabile di bellezza artistica della nostra città ”.

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Quindi si succedono gli interventi di coloro che hanno partecipato alle operazioni di restauro, l’ingegnere Donato Firrao, e l’architetto Andrea Sanzin, insieme a Marco Albera, presidente dell’Accademia Albertina, e Mauro Volpiano, docente presso la facoltà di Architettura di Torino. Nessuno manca di esaltare la maestria con cui Faà di Bruno, architetto dilettante ma grande matematico, ha ideato e realizzato la torre. Dopo più di cento anni ancora in buonissime condizioni, ne viene ammirata l’originalità per la sua straordinaria snellezza (l’altezza del campanile di Faà di Bruno è 14 volte la base, a differenza per esempio del campanile di San Marco a Venezia, che, molto più alto di quello del Faà di almeno una ventina di metri, è invece di soltanto 8 volte la base) e per i suoi colori così accesi. Gli stessi colori, l’ocra gialla e l’ocra rossa, che secondo l’architetto Mella, che inizialmente seguì i lavori, non erano consoni per un edificio ecclesiastico ma che erano stati scelti dall’architetto Bollati per gli edifici di piazza Statuto e dall’Antonelli.
Un campanile dunque di grande valenza artistica e architettonica, ma che era stato ideato da Faà di Bruno per soddisfare una serie di esigenze molto concrete. Ad esempio, la particolare cella campanaria, retta da 32 colonnine di ghisa e costruita a 35 metri di altezza, era stata così progettata per far sì che il suono delle campane (allora l’unico strumento che i lavoratori avevano per conoscere l’ora) si propagasse adeguatamente.
Al termine degli interventi e dei saluti degli sponsor (Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT e Compagnia San Paolo), il Vescovo di Torino Cesare Nosiglia ha effettuato il simbolico taglio del nastro: d’ora in avanti chiunque lo vorrà potrà salire sulla torre campanaria e vedere Torino da 65 metri di altezza.
