Arte e religiosità al Sacro Monte di Varallo
Mercoledì 23 Novembre 2011 20:57
«Arte e religiosità nella Terra Santa di Varallo» è il titolo di una serie di incontri organizzati tra dicembre e gennaio dalla Riserva del Sacro Monte con la Fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio, che ha finanziato il restauro, inaugurato a novembre, della cappella del «Primo sogno di Giuseppe». La cappella, che raffigura il passo biblico in cui Giuseppe riceve dall’angelo l’annuncio che la Madonna aspetta un figlio, è una delle più antiche del Sacro Monte. Venne realizzata nel primo Seicento ad opera di Giovanni d'Enrico.
L'Unità d'Italia vista dall'archivio segreto Vaticano
Mercoledì 06 Aprile 2011 06:57
Un'interessante conferenza dal titolo "Unità d’Italia: una storia in divenire" è stata orgnizzata venerdì 1° aprile, alle 21, nella sala conferenze del Museo di Scienze Naturali, in via Giolitti 36 a Torino. Relatori: Gianfranco Armando, officiale dell’Archivio Segreto Vaticano e il professor Giancarlo Jocteau, docente di Storia Contemporanea all'Università degli Studi di Torino. Moderatore don Ermis Segatti, referente della Pastorale della Cultura e dell’Università. La serata è stata organizzata dal Centro universitari Michele Pellegrino e dalla Pastorale della Cultura e dell’Università della Diocesi di Torino, con il patrocinio di Regione Piemonte.
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| Conferenza Unità d'Italia 1 aprile 2011 foto di Giuseppe Caffaro Ror |
Uomini e donne di spiritualità e carità grandi
Lunedì 28 Marzo 2011 09:05
Spunti dal seminario "I santi dell'unità d'Italia. Sociali con Dio e con gli uomini"
"Vengono chiamati santi sociali percheÌ hanno avviato strutture e iniziative fondamentali ancora oggi per la cittadinanza. Bisogna peroÌ€ tenere conto che essi erano sociali percheÌ erano santi. La radice fondamentale del loro impegno, per rinnovare la societaÌ€ e renderla unita, nasceva dall'amore di Cristo. Il loro amore per l'uomo eÌ€ conseguenza della loro santitaÌ€, altrimenti non si comprenderebbe la loro opera". L'ha ricordato piuÌ€ volte mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino: i santi torinesi dell'Ottocento, conosciuti da tutti come "santi sociali", "erano sociali percheÌ erano santi". Concetto che l'arcivescovo ha rimarcato anche nell'intervista rilasciata in occasione della presentazione del progetto "Torino di santi, quale futuro?" (che si puoÌ€ ascoltare su www.santisociali.it). Una serie di iniziative, dibattiti e convegni organizzati dalla pastorale diocesana della cultura in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'UnitaÌ€ d'Italia.
Ascolta l'audio della conferenza
Il sistema educativo di don Bosco spiegato dal cappellano del Ferrante Aporti
Venerdì 08 Ottobre 2010 09:57
"Vedere turbe di giovanetti sull'età da 12 a 18 anni; tutti sani, robusti, di ingegno svegliato; ma vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentare di pane spirituale e temporale, fu cosa che mi fece inorridire. Chi sa, diceva tra di me, se questi giovani avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse e li istruisse nella religione nei giorni festivi, chi sa che non possano tenersi lontani dalla rovina o al meno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere? Comunicai questo pensiero a Don Cafasso e col suo consiglio e coi suoi lumi mi sono messo a studiare il modo di effettuarlo".
Vista la mia presenza trentennale come cappellano salesiano all’Istituto Penale Minorile “Ferrante aporti†di Torino, non posso che iniziare da questa citazione tratta dall'"Introduzione al Piano di Regolamento per l'oratorio maschile di San Francesco di Sales in Torino nella regione Valdocco" (1854).
Verso i 150 anni. Il progetto ha inizio
Sabato 25 Settembre 2010 13:34
Un primo workshop di confronto sulla novità e sull'eredità dei santi sociali. Ad inaugurare il progetto «Torino di santi, quale futuro?» è stato il convegno alla Galleria d’Arte Moderna venerdì 27 e sabato 28 novembre 2009, dal titolo «Verso i 150 anni dell’Unità d’Italia».
«Vogliamo riflettere sulle figure che si caratterizzarono per l’impegno sociale a partire dall’ispirazione religiosa – spiega don Ermis Segatti, referente diocesano per la Cultura e l’Università – proponendo un percorso territoriale sui loro luoghi a chi arriverà in città per il 150°, insieme a momenti di riflessione sull’attualità del loro lascito».

