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Gente «alla mano», qui siamo cresciuti così

Una festa di ricordi, tra le foto ingiallite dal tempo che hanno immortalato gli anni dell’infanzia. Abbracci tra persone che non si vedevano più da parecchi anni: studenti, insegnanti, vecchi compagni di banco e di giochi.

Domenica 5 settembre, nel primo raduno degli ex allievi dell’asilo e della scuola elementare Giuseppe Allamano di Grugliasco però, non c’è stato posto solo per la nostalgia. La «Festa dell’amicizia», organizzata in occasione del centenario delle Missionarie della Consolata, ha infatti tratto nuovo impulso dal carisma del beato torinese. Da un lato, con la nascita dell’associazione «Gente Alla Mano», che si è costituita alcuni mesi or sono proprio per dar vita al raduno, cercando e contattando anche grazie a internet gli allievi i cui nomi erano negli archivi della scuola. Dall’altro, con il sostegno al progetto dei genitori di Pier Paolo Picci, un allievo della scuola morto per un tumore, di costruire una scuola materna ed elementare a lui intitolata in Etiopia. L'associazione intende ora continuare il cammino impegnandosi nel sociale. Erano circa 700, allievi e familiari, tra i banchetti e gli stand, nel cortile dell’istituto delle suore missionarie della Consolata, mentre i locali accanto, che ospitavano la scuola, sono oggi affidati alla cooperativa Terra Mia di don Domenico Cravero. Sono state le suore missionarie, provenienti da diversi Paesi, a dare a tutti il benvenuto con canti in tante lingue, dallo spagnolo allo swahili, accompagnate dal tamburo e dal kayamba, uno strumento africano che fa un suono simile a quello del bastone della pioggia. «Guarda Claudio, è questo tuo papà. Lo riconosci?», chiedeva una nonna a suo nipote, indicando una tradizionale foto di fine anno, tra quelle che percorrevano tutta la cancellata per il gioco «Cercati!». Suo papà, Massimo Massarotto, del 1974 (gli ex alunni – nati tra il ’50 e il 93’ – portavano scritto sul petto l’anno di nascita), arrivato appositamente da Colonia, in Germania, dove lavora come ingegnere meccanico, ricorda di quegli anni «le recite, le feste, i principi di vita che ci sono stati insegnati. Grazie a Facebook ci siamo ritrovatti tutti ed oggi non potevo mancare». I pensieri corrono anche al compagno Luca, «che stava sempre lì su quel muretto, e con gli altri non giocava», come ricorda suor Maria Chiara Vezzani. «Bisognava trovare il suo talento e lo scoprì la suora che insegnava pianoforte: ci disse che gli altri strimpellavano, mentre Luca suonava. Ora fa il pianista a Vienna». Suor Maria Chiara è un’istituzione per la scuola, avendoci insegnato dal ’62 al ’67 (poco dopo l’apertura), avendola diretta dall’82 all’85 e insegnatoci ancora dal ’96 al ’99, anno della dolorosa chiusura. «Non c’erano più suore e non potevamo permetterci un personale tutto laico – spiega a voce bassa per l’emozione – ma il ritrovo di oggi significa che il nostro carisma è vivo negli allievi». Come ripete quando sale sul palco: «Sono stati 40 anni di insegnamenti, e anche... di punizioni, di amicizie profonde. Ora che ci siamo ritrovati non perdiamoci di vista». Questi ragazzi, «con il loro silenzioso operare, sono il frutto più bello della scuola», aggiunge la “regista” della festa, suor Regina Pozzebon. «Bentornati, sentitevi a casa» è il saluto di suor Gabriella Bono, superiora generale della Consolata. L’invito «a non disperdervi e a continuare l’impegno civile» arriva anche dal sindaco Marcello Mazzù, accompagnato dall’assessore alla cultura e al bilancio Roberto Montà, anche lui ex allievo. «Qua ho imparato – ha raccontato – il senso delle regole e il culto del lavoro, ma anche l’importanza di preoccuparsi per gli altri». Dopo l’alzabandiera e l’inno della scuola, la giornata è continuata con testimonianze, animazione per i bambini con i clown dell’associazione Giullari di Dio, la pesca dei miracoli, il torneo di calcio. Infine, la Messa celebrata da mons. Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino, insieme al missionario della Consolata padre Adolfo De Col e all'ex-allievo don Massimo Bianco, salesiano, missionario in Lituania. A dare il senso del ritrovo, è forse una strofa dell’inno, che recita: «la scuola è la palestra della vita». Per contatti, visitare il sito www.genteallamano.blogspot.com.

Dall'articolo Gente «alla mano», qui siamo cresciuti così, la voce del popolo 12 settembre 2010, pp 21 e 23

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